Bloodborne: dal videogioco al gioco da tavolo

Bloodborne è un videoogioco pubblicato nel 2015 da FromSoftware in esclusiva per Playstation 4. Come un’altra famosa saga videoludica ideata dalla medesima software house – quella di Dark SoulsBloodborne è un gioco che volutamente pone ai videogiocatori sfide che paiono insuperabili. Ambientato nella città di Yharnam – una libera interpretazione del gotico nord europeo – mette il giocatore nei panni di un cacciatore che deve affrontare una notte di caccia agli esseri il cui sangue infetto trasforma in mostri sempre più terribili man mano che ci addentriamo nelle profondità del gioco e della città. Il salvataggio avviene tornando nel “sogno del cacciatore”, dove il giocatore può recuperare le energie spendendo gli “echi del sangue” recuperati dall’uccisione dei mostri, per potenziare se stesso e le proprie armi. Anche i mostri più “dozzinali” possono uccidere il cacciatore, specie se lo attaccano in gruppo, e rifugiarsi nel sogno del cacciatore, per quanto ripristini la salute, causa il riapparire di tutti i mostri uccisi (tranne i boss). A ciò si aggiunga il fatto che ben presto troveremo sulla nostra strada nemici speciali e boss e che dovremo più volte riattraversare gli ambienti per trovare il bandolo del labirinto che è Yharnam.

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Screenshot dal videogioco

Nel 2016 Eric M. Lang, autore canadese di giochi da tavolo (tra gli altri: Il Padrino: l’impero dei Corleone pubblicato da Asmodee Italia; Warhammer Invasion pubblicato da Stratelibri; ecc.) realizza la versione da tavolo che alla fine del 2017 è stata pubblicata in italiano da Asmodee Italia Bloodborne: il gioco di carte.

bloodborne-3dBloodborne: il gioco di carte è un gioco per 3-5 giocatori in cui ogni giocatore ha a disposizione un mazzo di carte – inizialmente composto da 5 carte di cui 3 armi, la carta Trasformazione che permette di vedere le carte giocate dagli altri prima di giocare la propria e la carta Sogno del Cacciatore che permette di salvare gli echi del sangue strappati ai mostri, ripristinare le carte utilizzate e guadagnare un potenziamento – tra cui dovrà scegliere quella da utilizzare per sconfiggere il mostro tra i 7 “minori”, i 3 boss più il boss finale (che impartisce condizioni speciali a tutta la partita) assieme agli altri giocatori. La sconfitta del mostro farà guadagnare ad ogni giocatore che sia riuscito ad infliggere ferite echi del sangue e punti esperienza in base alla tipologia del mostro sconfitto (ma se il mostro non viene ucciso e riesce a fuggire i giocatori non otterranno punti esperienza). Se nei confronti del combattimento contro i mostri Bloodborne è un gioco collaborativo, in realtà i giocatori devono prestare attenzione al comportamento degli altri giocatori perché alla fine del gioco sarà decretato il vincitore dalla somma degli echi del sangue salvati (gli echi infatti possono essere persi se il mostro riesce ad uccidere il giocatore prima che questo sia riuscito a salvarli trascorrendo un turno nel Sogno del Giocatore) e dai punti esperienza guadagnati. Per arrivare primi i giocatori devono mettere in atto tattiche che consentano di aumentare punti ed echi a danno degli altri giocatori, ad esempio utilizzando la carta Trasformazione, utilizzando armi che diano danni non solo ai mostri ma anche ai cacciatori, entrando nel momento più opportuno nel Sogno del Cacciatore o addirittura facendo in modo che il mostro possa fuggire non assegnando punti esperienza.

Bloodborne-The-Card-Game-2La duplice natura di Bloodborne – collaborativo contro i mostri e competitivo contro gli altri giocatori – lo rende un gioco interessante sia per gli appassionati del videogioco che l’ha ispirato, sia per chiunque voglia provare un’esperienza di gioco interessante e tutto sommato veloce (la durata di una partita sta tra i 30 e i 60 minuti). In più le diverse condizioni imposte da ogni boss finale e il suo lato competitivo ne fanno un gioco che può essere rigiocato anche più volte senza risultare noioso. Il buon risultato della “conversione” di un videogioco come Bloodborne (ma ci sono anche altri esempi come The Witcher, Doom, Super Mario Level Up, eccetera) fa riflettere su come sia più sovente trovare buoni giochi da tavolo ispirati a videogiochi che non viceversa (gli adattamenti videoludici di Scarabeo o di Risiko erano semplicemente deludenti). Tali “conversioni” permettono alle biblioteche di creare collegamenti tra risorse diverse per consentire agli appassionati di videogiochi di provare i giochi da tavolo e viceversa scambiando e condividendo il pubblico di appassionato dei rispettivi media.

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